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Battute al cinghiale
L'azienda ha un'estensione di circa 1250 ettari. Mille si presentano interamente ricoperti dalla macchia mediterranea, alternata a piccoli campi coltivati a perdere per il fabbisogno della fauna selvatica. All’interno di questa zona boschiva, durante la stagione venatoria (1 Novembre - 31 Gennaio), si organizzano otto battute di caccia al cinghiale. Esse sono principalmente finalizzate a mantenere inalterato il numero dei numerosi cinghiali che dimorano nella tenuta, preservando così l’equilibrio naturale dell’ecosistema e lo svolgersi delle attività agricole.
Il cacciatore che partecipa a queste battute si troverà immerso nell’autentica macchia mediterranea, nel folklore della più antica e celebrata tradizione venatoria maremmana, quella che ha così poeticamente ispirato i componimenti di alcuni illustri autori del passato. Durante la battuta si realizza la possibilità di incontrare un selvatico che ha mantenuto inalterate nel tempo le caratteristiche e le peculiarità proprie della sua specie e del territorio che da sempre lo accoglie. Un’esperienza che permette di ritrovare il profumo dell’aria permeata dalle essenze di mirto e di lentisco, i violenti colori della terra toscana e di rivivere i suoni che accompagnano l’azione di caccia così come avveniva nel secolo passato.
La caratteristica melodia del corno, che segna l’inizio della battuta di caccia, e gli acuti latrati delle canizze guidano e accompagnano la ricerca della preda. L’azienda, infatti, mette a disposizione dei cacciatori numerose mute di segugi maremmani che dal 1920 ad oggi rappresentano forse, più di ogni altra cosa, l’espressione di questa terra cosi fieramente indomita e il frutto della passione, della cultura e del gusto della gente che la abita.
Nel medesimo periodo dell’anno, dal 1 Novembre al 31 Gennaio, è anche possibile cacciare in ampi recinti dove, pur mantenendo inalterato il fascino della battuta, si ha la certezza di proficui carnieri. A questo scopo 250 ettari dell’azienda, situati in località I Caprai, sono stati suddivisi in tre recinti di 90, 30 e 20 ettari, mentre i restanti 110 ettari sono stati riservati per allevamento dei cinghiali. All’interno dei recinti si caccia posizionati su altane, con un minimo di tre cacciatori sino a un massimo di quaranta. Gli animali, di norma, sono immessi nei recinti oltre quaranta giorni prima dell’inizio della caccia e provengono tutti dall’allevamento della tenuta. All’interno dell’allevamento, situato in una zona boschiva di macchia mediterranea, si riproducono naturalmente cinghiali di puro ceppo maremmano. Quest’attenta selezione del selvatico ha salvaguardato la conservazione delle caratteristiche primarie della razza autoctona, garantendo così la possibilità di cacciare animali estremamente veloci e realmente selvaggi. Sono cinghiali di taglia inferiore rispetto a quella che si riscontra nel “ceppo ungherese”, ormai estremamente diffuso nel nostro paese. Quest’ultimo elemento distintivo del selvatico maremmano si configura come una delle prerogative che lo rendono, dal punto di vista venatorio, di gran lunga superiore.
Proprio alla luce di queste considerazioni, i recinti de' I Caprai sono stati prescelti per svolgere la finale del “Campionato Nazionale Sociale Libera Caccia 2006”, vinto peraltro dai cani presentati dall’azienda, che, di fatto, si erano già aggiudicati la vittoria nel 2005 in località Le Querciolaie in provincia di Grosseto.
Caccia di selezione
All’interno della tenuta, da febbraio a marzo e da agosto a settembre, è possibile anche praticare la caccia di selezione: sia all’aspetto, sia alla cerca. Sono disponibili un numero prestabilito di caprioli e daini di tutte le classi di età.
Per ricevere notizie più dettagliate inerenti l’organizzazione delle battute di caccia e le varie tariffe applicate, rivolgersi al responsabile dell’attività venatoria Gian Piero Bernacchi (per l'e-mail e i telefoni, vedere la pagina Contatti).