|
La
carta dell’impiccato è posta all’interno dell’albero della vita, più avanti c’è “la giustizia,” una figura femminile con
all’interno una macchina che rappresenta l’ingiustizia, bloccata da un
cancello con un grosso lucchetto; “gli innamorati” rappresentata da
Adamo ed Eva in un simpatico pik nik.
“L’eremita,”
“la torre, “l’imperatore,”che è rappresentato da un castello dove
all’interno è sorretto da diverse colonne rivestite con mosaici in
specchio e ceramiche.
Vi
troviamo anche scene di caccia, draghi, uomini feriti e una fontana che
rappresenta la lussuria, con delle donne che giocano con l’acqua.
La
carta “dell’imperatrice” è a forma di sfinge, dove all’interno
c’è un gran salone, un bagno e una piccola stanza da letto; in questo
luogo ha vissuto e lavorato per diverso tempo l’ideatrice del progetto.
All’interno
vi sono anche “il carro,” “la stella,” “il giudizio.”
Infine “la luna” e “la temperanza”,quest’ultima posta sopra una
chiesina internamente rivestita di specchio e un altarino con sopra una
Madonna negra in ceramica.

Nel
1979 iniziarono i primi lavori del Giardino
dei Tarocchi; l’ideatrice fu una scultrice francese di fama mondiale : Niki
de Saint Phalle.
Con
questo giardino fantastico, la scultrice corona un suo sogno che ha inizio
sin dai primi anni della sua attività.
La
molla che fece scattare l’impetuosa
voglia di costruire il
suo giardino esoterico, scatta quando
conobbe il meraviglioso parco Guell dell’architetto Gaudi’ a
Barcellona.
Dopo
24 anni, influenzata dalle forme morbide e dalle maestose costruzioni di
questo affascinante parco, iniziò
la sua avventura, costruendo a sue spese e con la collaborazione del
marito Jean Tinguly, il suo giardino, incontrando notevoli difficoltà; ma
la forza e la forte volontà di Niki, vinsero su tutto e su tutti.
Il
giardino è costruito nelle meravigliose colline toscane, precisamente
nella tenuta di Garavicchio Comune di Capalbio i cui propietari sono i
Caracciolo, artefici, anch’essi della realizzazione di questo
“sogno”.
I
primi lavori furono affidati all’esperienza dello scultore Jean Tinguely
e subito dopo alla mano d’opera locale,tra cui si distinsero alcuni
operai, divenuti in seguito molto importanti per la scultrice che li
considerò parte della sua famiglia.
Le
sculture sono realizzate internamente, con tondino di ferro di vario
spessore sagomato esclusivamente con la forza delle braccia e saldato tra
loro, formando una rete fitta e intrecciata; dando già una forma
rassomigliante alla scultura.
A
quest’intreccio di ferro è stata legata della rete da gettata, poi è
stato spruzzato il cemento a forza, con macchinari particolari,
da una ditta specializzata,
aiutati anche dagli operai del giardino.
Tutto
quest’intreccio di ferro e cemento a fatto si che queste sculture
ciclopiche fossero anche antisismiche.
Finita
la parte grezza, Niki iniziò a pensare a come abbellire le sue opere; le prime prove furono con vernici
brillanti
a base di resine,
ma furono abbandonate quando pensò a qualcosa di piu’ prezioso che le rendesse ancora più magiche e
misteriose.
La
sua idea fu’ di rivestire le sue opere con mosaici, s’iniziò cosi’
ad usare specchio per rivestire la mano del mago, per continuare con la
torre; pensò anche di usare ceramica, che era sagomata, lavorata e cotta
sul posto, sperimentando nuove tecniche di lavorazione con la
collaborazione di una ceramista.
Furono
acquistate anche una notevole quantità di lastre di vetri pregiati
multicolore (vetro di Murano di Venezia), un esempio di mosaico con vetro
di Murano
si può
vedere
sul viso della sacerdotessa.
Alcune
opere sono state fatte da altri artisti, come le panche in ceramica poste
all’esterno del giardino, le sedie in ferro e ceramica dentro
l’imperatrice, e l’arredamento della biglietteria fatte da un artista
francese: Pierre Marie Lejeune; gli
affreschi all’interno del mago sono del pittore Alan Davie, la scultura
posta dentro la sacerdotessa è di Marina Karella, mentre la costruzione della biglietteria era stata
affidata all’architetto Mario Botta.
Il
suo muro costruito con materiale di zona (tufo), divide la realtà di
tutti i giorni con la magia affascinante del Giardino dei Tarocchi
dove si dissolve anche il concetto del tempo.
Oggi
il giardino è diventato una fondazione privata, i suoi introiti servono soprattutto alla notevole
manutenzione di cui il giardino giornalmente ha bisogno.
Oggi Niki de Saint Phalle
non è più tra noi ma il suo ricordo vive nel giardino e nelle sua altre
numerose opere sparse per il mondo.
|